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Coordinamento prelievo e trapianti d'organo

Direttore/Responsabile: FRANCESCO FERRI

Staff / Équipe :
MARIANGELO COSSOLINI   -  

Contatta il responsabile

Coordinatori
Bibiana Del Bello

Attività
Il Coordinatore al prelievo e trapianto d'organi e tessuti è un medico ospedaliero esperto nella donazione di organi e tessuti, che conosce anche gli aspetti del trapianto  e che si adopera perché il processo di donazione e trapianto non si arresti in una delle sue fasi: è la figura a cui viene affidata all’interno dell’area di competenza la responsabilità di quanto attiene la donazione e il trapianto di organi e tessuti.
Il compito primario del Coordinatore al prelievo e trapianto d’organi e di tessuti è quello di reperire il maggior numero di organi e tessuti possibile per trapianto. Molte sono le iniziative che organizziamo nel campo dell’educazione alla cultura del dono, anche in collaborazione con le associazioni di settore. La nostra provincia risulta infatti quella con il minor tasso di opposizione al prelievo (17% contro una media regionale del 20%).
 
In particolare, il Coordinatore:
  • verifica  la qualità relativa alla sicurezza e alla vitalità degli organi e dei tessuti prelevati 
  • cura la ricerca di nuove strategie per rilevare la mancata individuazione dei potenziali donatori 
  • programma l’attività di formazione per gli operatori sanitari 
  • è a disposizione dei familiari dei donatori per supporto, chiarimenti e notizie generiche sul risultato dei trapianti,  e dei  Medici di Medicina Generale per collaborazione, supporto, chiarimenti 
  • gestisce i rapporti con i mezzi di comunicazione attraverso una stretta collaborazione con l'Ufficio comunicazione e relazioni esterne, per garantire un’informazione corretta ai cittadini 
  • ottimizza gli aspetti organizzativi 
  • si attiva per far partire la complessa organizzazione per il prelievo verificando che sia stato informato il Centro interregionale di riferimento (Nitp), che sia stata predisposta la sala operatoria del prelievo, che siano state allertate le équipes mediche ed infermieristiche per il prelievo e che siano state svolte tutte le consulenze specialistiche per l’accertamento dell’idoneità dei vari organi al trapianto 
  • si fa  carico della corretta applicazione di nuove delibere regionali e delle linee guida nazionali  relative al prelievo e al trapianto di organi e tessuti 
  • è in contatto  con gli ospedali dell’area della provincia di Bergamo dotati di Terapia Intensiva attraverso la collaborazione con i colleghi responsabili del prelievo presenti in ogni struttura ospedaliera pubblica e privata, per reperire il maggior numero di organi e tessuti  per trapianto
 Collaborazioni
  • Associazioni di volontariato impegnate a vario titolo nel settore donazione trapianto. 
  • Centro interregionale di riferimento (Nitp), con il Centro Nazionale Trapianti e con la Direzione Generale Sanità Regione Lombardia e in particolare la trasmissione mensile dei dati fornendo così una rendicontazione di tutta l’attività di prelievo e trapianto dell’ospedale
  • Aderiamo alla campagna nazionale per la sensibilizzazione alla donazione degli organi "Diamo il meglio di noi", promossa dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con le associazioni nazionali di settore.  
Ambiti di ricerca
Partecipiamo come centro leader in Lombardia al progetto "Trapianto e adesso sport", in collaborazione con la Medicina dello sport, che intende studiare i benefici dell'attività sportiva nei pazienti trapiantati d'organo.

Progetti di miglioramento in corso
  • Progetto per il trasporto di organi ed équipe per trapianto secondo le direttive dell'Unione Europea.
  • Coordinamento di un gruppo di lavoro aziendale per il miglioramento continuo del management del donatore multiorgano.
Donazione - Trapianto
La donazione di organi è un processo articolato che coinvolge più di 150 persone tra medici, infermieri e tecnici. Richiede una precisa conoscenza di tutte le procedure, da quelle più strettamente scientifiche e legislative quelle di ordine psicologico, che spesso ne condizionano l'avvio.
Il percorso donazione - trapianto inizia nei reparti di terapia intensiva, dalla segnalazione di potenziali donatori, e si conclude con il trapianto di organi e tessuti in pazienti inseriti in lista dopo una preparazione preoperatoria medica e psicologica all'intervento (Unità di Psicologia Clinica - Unità di Psichiatria di Consultazione), con le cure in terapia intensiva, la degenza in reparto ed infine i controlli ambulatoriali successivi che consentono di continuare a seguire il paziente preso in cura nel follow-up per tutta la vita.
In questo lungo ed elaborato processo sono coinvolti anche i cittadini, le istituzioni e le associazioni. 
Nei Centri di trapianto si trapiantano cuore, rene, fegato, polmoni, intestino e si effettuano trapianti combinati di cuore-polmoni, cuore-rene, fegato-polmoni. Il Papa Giovanni XXIII è anche in possesso dell’autorizzazione all’esecuzione del trapianto combinato rene-pancreas e pancreas (isole e organo interno).
Per quanto riguarda i tessuti si effettuano prelievi e trapianti di cornee, cordone ombelicale, midollo, osso, valvole cardiache e vasi.
L'attività di donazione e trapianto è resa possibile solo grazie alla partecipazione attiva di tutto il personale ospedaliero, che collabora strettamente con i chirurghi trapiantatori: 
Direzione sanitaria, Direzione professioni sanitarie, medici e infermieri di Nefrologia, Pediatria, Gastroenterologia, Pneumologia, Anestesia e rianimazione, Chirurgie, Cardiologia, medici, biologi e tecnici di laboratorio, tecnici perfusionisti di angiocardiochirurgia, Centro trasfusionale, Microbiologia, Anatomia patologica, Radiologia, Fisioterapia, autisti, centralinisti e personale amministrativo. 

Terapie Intensive dell’Area della Provincia di Bergamo 
  • Ospedale Papa Giovanni XXIII: Dipartimento di Anestesia e Rianimazione
  • Casa di Cura Humanitas Gavazzeni di Bergamo
  • Azienda Ospedaliera Ospedali di Treviglio e Caravaggio 
  • Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate 
  • Policlinico S. Marco di Zingonia 
  • Policlinico di Ponte S. Pietro (BG)
Le domande più frequenti sulla donazione e sul trapianto degli organi
  1. Che cos'è un trapianto? Il trapianto è la sostituzione di un organo malato e non più funzionante con un organo sano prelevato da un donatore. Il trapianto restituendo le funzioni perdute è in grado di dare al paziente una soluzione definitiva alle sue aspettative permettendo al tempo stesso una sua totale integrazione sociale.
  2. Quali organi e tessuti possono essere donati e trapiantati? Organi: rene, cuore, fegato, polmone, intestino, pancreas. Tessuti: cornea, valvole cardiache, segmenti vascolari, cute, midollo osseo, cellule, staminali da cordone ombelicale.
  3. Chi è il donatore di organi? È un soggetto cha ha subito una lesione cerebrale primitiva irreversibile, cioè una completa distruzione delle cellule cerebrali per una delle seguenti cause: trauma cranico, accidente vascolare (emorragia), anossia/ischemia cerebrale, tumore cerebrale primitivo e per questo motivo si dice che il soggetto è in 'morte cerebrale'.
  4. Che cos'è la morte cerebrale? Quando un individuo viene colpito da una grave e irreversibile lesione cerebrale, si verifica una condizione clinica definita morte cerebrale che è caratterizzata dalla totale perdita di tutte le funzioni cerebrali e viene documentata inequivocabilmente sia con accertamenti clinici che strumentali.
  5. Come viene accertata la morte cerebrale? Vengono utilizzati dei criteri clinici e strumentali per verificare che la situazione clinica della persona che si trova in morte cerebrale presenti le seguenti condizioni:
    - la causa del danno cerebrale deve essere dovuta ad una malattia organica nota ed irreversibile 
    - assenza di qualunque attività elettrica cerebrale rilevata dall'elettroencefalogramma (EEG piatto) 
    - assenza di tutti i riflessi che partono direttamente dal cervello, di respiro spontaneo e di reazione agli stimoli dolorifici 
    - assenza del flusso cerebrale ematico in tutti i casi previsti dalla legge
    Lo stato di morte cerebrale viene identificato da un medico rianimatore ed accertato da un collegio di tre medici: un anestesista-rianimatore, un neurologo, un medico legale. Il collegio medico verifica e certifica il perdurare delle condizioni che hanno determinato la morte per un periodo a 6 ore. 
  6. Il coma è sinonimo di morte cerebrale? Un danno di una certa entità di parte o di tutto il cervello comporta che le cellule nervose smettono momentaneamente di funzionare e si ha il quadro clinico definito coma. Il coma è la perdita più o meno prolungata dello stato di coscienza, cioè assenza della consapevolezza di sè e dell'ambiente anche dopo la stimolazione esterna, mentre permangono quelle funzioni cerebrali deputate al mantenimento della vita. Una persona resta nello stato di coma sino a che il danno non è riparato. La morte cerebrale, al contrario del coma, si identifica con la perdita totale ed irreversibile di tutte le funzioni cerebrali e non è possibile rilevare alcuna attività vitale. Non è quindi possibile confondere il coma con la morte cerebrale.
  7. Come vengono assegnati gli organi? L'assegnazione degli organi viene effettuata presso il Centro Regionale di Riferimento per i Trapianti da un programma che individua nelle liste di attesa dei diversi centri di trapianto i soggetti che risultano più compatibili sulla base delle caratteristiche cliniche ed immunologiche del donatore. 
  8. Si paga per ricevere un trapianto? No, è illegale comprare o vendere organi umani. La donazione degli organi è sempre gratuita e anonima. I costi del trasporto sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale
  9. Ma quanto può vivere un paziente trapiantato? Grazie ai nuovi farmaci immunosoppressivi che hanno ridotto il rischio del rigetto acuto, la durata di un trapianto è ormai molto lunga. Sono infatti ormai numerosi i pazienti che hanno superato i 20 anni di trapianto e che conducono una vita normale. Le giovani donne trapiantate possono avere figli e portare a termine una gravidanza senza problemi.
  10. Esiste un limite di età per donare gli organi e i tessuti? Non ci sono limiti di età: si possono prelevare e trapiantare organi con successo, cornee, reni e fegato da donatori di età superiore a 80 anni. 
  11. Le principali religioni come affrontano il problema della donazione degli organi? Tutte le grandi religioni sono favorevoli al prelievo degli organi in quanto lo considerano un grande atto di solidarietà umana.
    - CRISTIANESIMO: in diverse occasioni i Pontefici si sono pronunciati in modo favorevole nei confronti della donazione degli organi in quanto essa offre 'una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza'. Nel Nuovo Catechismo Cattolico si può leggere 'il dono gratuito di organi dopo la morte è legittimo e può essere meritorio' (sett. 1997, 2301).
    - Papa Giovanni Paolo II in occasione del XVIII Congresso Internazionale della Transplantation Society ha affermato che il trapianto degli organi è una grande conquista per la scienza ed è uno strumento prezioso per salvare vite umane.
    - EBRAISMO: ritiene che se è possibile donare un organo per salvare la vita di una persona è obbligatorio farlo in quanto la vita è un dono di Dio ed il prelievo degli organi ha, pertanto, priorità sul mantenimento della santità del corpo del donatore.
    - ISLAMISMO: ammette la donazione degli organi da parte dei donatori che abbiano dato in anticipo il proprio consenso.
  12. Che cosa stabilisce la nuova legge sui trapianti? La Legge n° 91, 'Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti', prevede che ad ogni cittadino sia notificata la richiesta di manifestare la propria volontà sulla donazione degli organi e tessuti dopo la morte in base al principio del SILENZIO-ASSENSO INFORMATO. Secondo questo principio sono considerati DONATORI coloro i quali esprimono la loro Volontà Positiva in merito alla donazione e NON DONATORI colori che invece manifestano la loro Volontà Negativa. I cittadini che, sebbene informati, non esprimono alcuna scelta, sono considerati DONATORI in quanto il loro silenzio viene interpretato come tacito assenso alla donazione. Infine coloro i quali non avranno ricevuto alcuna notifica sono considerati dei NON DONATORI. Le Aziende Sanitarie notificheranno ad ogni loro assistito la richiesta di manifestare la propria volontà in merito alla donazione degli organi e tessuti dopo la morte quando sarà stata realizzata l'anagrafe informatizzata. Le dichiarazioni di volontà consegnate al medico di famiglia o presso le Aziende Sanitarie locali verranno registrate nell'archivio nazionale del Centro Nazionale per i Trapianti. In questa prima fase transitoria, tuttavia viene adottato il principio del CONSENSO o DISSENSO ESPLICITO in base al quale nei casi in cui il potenziale donatore non abbia espresso in vita una scelta (Positiva o Negativa) i familiari (coniuge, convivente moreuxorio, figli, genitori) hanno la possibilità di opporsi al prelievo degli organi.
  13. Come deve essere espressa la dichiarazione di volontà? La dichiarazione di volontà è valida se contiene i dati anagrafici (cognome, nome, luogo e data di nascita), n° del documento, data e firma. Qualunque nota scritta che riporti quanto indicato è da considerarsi valida. Ogni cittadino, in attesa di ricevere dalla propria Azienda Sanitaria la notifica, potrà utilizzare come dichiarazione di volontà, qualsiasi tessera o altra nota scritta contenente i dati sopra elencati e potrà portarla con sè assieme ai propri documenti oppure consegnarla agli sportelli della propria Azienda Sanitaria. Questa tessera NON deve essere considerata come una notifica e la sua compilazione NON è un obbligo. Essa rappresenta un modo semplice per invitare tutti noi ad una scelta consapevole, a parlare di donazione in famiglia in un clima di serena discussione.
  14. Quando può essere eseguito il prelievo degli organi? L'individuo di cui viene accertata la morte cerebrale può essere:
    - un soggetto che ha espresso in vita la Volontà Positiva alla donazione ed in questo caso i familiari NON possono opporsi al prelievo a meno che non presentino una dichiarazione successiva e contraria firmata dal potenziale donatore 
    - un soggetto che ha espresso in vita la Volontà Negativa alla donazione ed in questo caso il prelievo NON viene effettuato 
    - un soggetto che in vita NON ha espresso alcuna volontà ed in questo caso il prelievo è consentito se, come avviene oggi in base alla vecchia normativa, i familiari non si oppongono



Ultimo aggiornamento:
03 settembre 2018 15:34
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