
Prosegue il percorso di rinnovamento tecnologico delle sale operatorie dell'ASST Papa Giovanni XXIII, che si arricchiscono di nove nuovi tavoli operatori di ultima generazione, progettati per garantire maggiore sicurezza, efficienza e qualità delle cure. Ogni anno nelle 36 sale operatorie dell’Ospedale di Bergamo vengono effettuate oltre 30 mila procedure.
Ogni sistema è composto da una colonna operatoria, due piani trasferibili, due carrelli per il trasferimento del paziente e accessori dedicati. I nuovi tavoli operatori introducono importanti innovazioni in termini di automazione, sicurezza ed ergonomia: consentono di memorizzare le posizioni operatorie, riconoscere automaticamente le configurazioni utilizzate e trasferire il paziente movimentando il solo piano operatorio, riducendo tempi e spostamenti. Grazie alla loro modularità, si adattano alle diverse specialità chirurgiche, mentre le movimentazioni elettromeccaniche avanzate, i sistemi anticollisione e le caratteristiche che favoriscono igiene e integrazione digitale contribuiscono a migliorare l'efficienza e la sicurezza dell'attività chirurgica.
L'acquisizione di cinque dei nove tavoli, per un valore di oltre mezzo milione di Euro, è stata possibile grazie ai fondi destinati alle dotazioni tecnologiche assegnati da Regione Lombardia per gli anni 2024 e 2025, che hanno permesso l’indizione di una procedura di gara aggregata condotta insieme all'IRCCS San Gerardo di Monza e all'ASST di Pavia.
Altri quattro tavoli sono stati acquisiti grazie ad una generosa donazione di Carla Parini, vedova del dottor Giovanni Battista Cassinelli, storico primario della Chirurgia degli allora Ospedali Riuniti di Bergamo tra il 1987 e il 2002.
«Continuiamo a rinnovare le nostre dotazioni tecnologiche per offrire ai pazienti le più recenti innovazioni in termini di automazione, sicurezza e comfort – commenta Francesco Locati, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII –. A questo impegno programmatorio di Regione Lombardia si affianca il contributo di persone che sostengono le nostre attività con generose donazioni. Dietro ci sono motivazioni diverse: c’è chi lo fa per ricordare qualcuno che non c’è più, qualcuno per aiutare gli altri, chi come segno di riconoscenza verso un’azienda che gli ha salvato la vita. È una generosità che si somma agli investimenti che Regione Lombardia costantemente declina sui nostri presidi ospedalieri e territoriali per garantire sempre i migliori standard di cura e assistenza».