Presentata la rete dei servizi territoriali offerti dall’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco e dalle Case di Comunità di Zogno, Villa d'Almè e Sant'Omobono Terme

È stata presentata oggi, giovedì 30 luglio 2026, nel corso di un incontro promosso dall'ASST Papa Giovanni XXIII con la presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, la rete dei servizi territoriali che fanno capo al Distretto Valle Brembana, Valle Imagna e Villa D’Almè.

Una rete moderna, integrata e sempre più vicina ai cittadini, che si declina nell'Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco e nelle Case di Comunità di Zogno, Villa d'Almè e Sant'Omobono Terme, strutture che rappresentano oggi il fulcro dell'assistenza territoriale per la Valle Brembana e la Valle Imagna.

L'iniziativa ha consentito di fare il punto sul percorso di sviluppo della rete sociosanitaria territoriale, realizzata grazie agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e a finanziamenti di Regione Lombardia, e di illustrare i servizi oggi disponibili nelle quattro strutture, che operano in stretta integrazione con i Medici di Assistenza Primaria, i Pediatri di Libera Scelta, gli Enti locali e il Terzo Settore.

Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco
L'Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco rappresenta un contesto intermedio tra il domicilio e il ricovero ospedaliero per acuti. Grazie a un investimento PNRR di 1 milione e 699 mila Euro, la struttura è stata ampliata e oggi dispone di 20 posti letto, il doppio rispetto alla dotazione iniziale. I lavori hanno interessato la completa riqualificazione degli spazi, con nuove camere di degenza dotate di servizi igienici dedicati, nuovi impianti tecnologici, sistemi di climatizzazione e attrezzature per la movimentazione dei pazienti, migliorando comfort, sicurezza e qualità assistenziale.

I lavori sono stati progettati e diretti dallo Studio di Architettura Von Wunster di Bergamo, dallo Studio Tecnico Associato Mascheroni di Bergamo mentre sono stati realizzati dall’ impresa DMC costruzioni S.r.l di Castelcovati (BS).

La struttura accoglie persone che non necessitano di cure ospedaliere per acuti, sia a seguito di dimissione ospedaliera sia a causa di riacutizzazione, al domicilio, della propria condizione clinica, che richiedono assistenza infermieristica, monitoraggio clinico, riabilitazione o un percorso di accompagnamento al rientro a casa. La gestione è prevalentemente infermieristica nel contesto di  un'équipe multiprofessionale composta anche da medici, fisioterapisti, assistenti sociali e operatori socio-sanitari. L'accesso è possibile sia dopo una dimissione ospedaliera sia direttamente dal territorio, su indicazione dei Medici di Assistenza Primaria o dei servizi territoriali.

Casa di Comunità di Zogno
La Casa di Comunità di Zogno è stata completamente riqualificata grazie a un finanziamento PNRR di 1 milione e 530 mila euro. L'intervento ha interessato il consolidamento strutturale dell'edificio, il miglioramento dell'isolamento e dell'efficienza energetica, il rifacimento degli impianti e la redistribuzione degli spazi interni, restituendo al territorio una sede moderna e funzionale che ospita anche la Centrale Operativa Territoriale di riferimento per la Valle Brembana.

I lavori sono stati progettati e diretti dallo Studio ETS engineering & technical services di Villa d’Almè mentre sono stati realizzati dall’ impresa Vitali Luigi S.r.l di Zogno (BG).

La Casa di Comunità, sita nella piazza centrale del paese, nelle immediate adiacenze del Comune, si compone di due corpi di fabbrica: un edificio storico risalente al Cinquecento e un fabbricato del 1925, conosciuto come ex Casa del Fascio. Quest’ultimo, successivamente divenuto sede degli uffici della scuola comunale e della caserma dei Carabinieri, è di proprietà del Comune di Zogno, che lo ha concesso in comodato d’uso gratuito all’ASST Papa Giovanni XXIII.

La Casa di Comunità, vissuta da un’équipe multiprofessionale composta da personale sanitario, sociale e amministrativo e aperta, 7 giorni su 7, con presenza medica h24 e infermieristica h12, riunisce numerosi servizi territoriali:

Inoltre vi sono spazi dedicati alla collaborazione e alla coprogettazione con l’Ambito Territoriale Sociale, gli Enti del Terzo Settore e la comunità.

Casa di Comunità di Villa d'Almè
La sede di via Roma è stata oggetto di un importante intervento di ristrutturazione finanziato con risorse PNRR per 1 milione e 530 mila Euro. I lavori hanno riguardato il miglioramento antisismico dell'edificio, il rifacimento degli impianti elettrici, l'installazione dell'impianto di climatizzazione, l'adeguamento antincendio, la riqualificazione dell'area di accoglienza e il restauro della facciata.
L'obiettivo dell'intervento è stato adeguare un edificio storico agli standard previsti per le nuove Case di Comunità, creando spazi moderni e idonei a ospitare servizi sanitari territoriali integrati, compresa la Centrale Operativa Territoriale (COT), valorizzando la struttura esistente
I lavori sono stati progettati e diretti dallo Studio di Architettura Sergio Colnago di Bergamo mentre sono stati realizzati dall’ impresa DMC costruzioni S.r.l di Castelcovati (BS).
La struttura offre un'ampia rete di servizi di prossimità, garantita da un’équipe multiprofessionale composta da personale sanitario, sociale e amministrativo. In particolare, 7 giorni su 7, è garantita la presenza medica h24 e infermieristica h12. Tra i servizi figurano:

Inoltre sono previsti spazi dedicati alla collaborazione e alla coprogettazione con l’Ambito Territoriale Sociale, gli Enti del Terzo Settore e la comunità.

Casa di Comunità di Sant'Omobono Terme
La Casa di Comunità di Sant'Omobono Terme è stata completamente riqualificata grazie ai finanziamenti del PNRR e di Regione Lombardia, per un investimento complessivo di 2 milioni e 853 mila Euro. I lavori hanno previsto l'adeguamento antisismico dell'edificio e la realizzazione di un sopralzo che ha consentito di ricavare circa 630 metri quadrati di nuovi spazi, destinati a cinque nuovi ambulatori territoriali, al nuovo polo di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, a un'area consultoriale completamente rinnovata con spazio dedicato all'allattamento, oltre a nuovi uffici e sedi per le associazioni di volontariato, la comunità e l’Ambito Territoriale Sociale. Al piano terra sono stati inoltre migliorati comfort e sicurezza con nuovi spogliatoi, il rifacimento dell'impianto di climatizzazione e interventi di efficientamento energetico grazie all'installazione di un impianto fotovoltaico.
I lavori sono stati progettati e diretti dallo Studio di Ingegneria Bosi e associati di Bergamo, dallo Studio di Architettura Von Wunster di Bergamo e dallo Studio Tecnico Associato Mascheroni di Bergamo, mentre sono stati realizzati dall’ impresa Viviani Impianti S.r.l di Calusco d’Adda (BG).
La struttura rappresenta il punto di riferimento per la Valle Imagna e garantisce la presenza medica h24 e l’infermieristica h12, 7 giorni su 7, nel contesto di un’équipe multiprofessionale in cui figurano anche altri professionisti sanitari, assistenti sociali e personale amministrativo. I servizi offerti consistono in:

Lo spazio esterno della Neuropsichiatria infantile, ricavato nel cavedio della struttura, è stato decorato da serigrafie prodotte e donate da Luigi Bonomelli, socio dell’Associazione Nepios.

“Con il completamento di questi interventi – ha dichiarato Francesco Locati, Direttore generale dell'ASST Papa Giovanni XXIII – disponiamo oggi di una rete territoriale moderna, distribuita capillarmente nelle nostre valli e capace di offrire risposte sempre più appropriate ai bisogni di salute della popolazione. Le infrastrutture realizzate grazie al PNRR e alla costante attenzione che Regione Lombardia riserva al nostro territorio costituiscono la base sulla quale continuare a sviluppare nuovi modelli organizzativi e servizi di prossimità, in un sistema sempre più integrato tra ospedale, territorio e domicilio”.

“Le Case di Comunità e l'Ospedale di Comunità rappresentano oggi un modello di assistenza che mette al centro la persona e la continuità delle cure - ha sottolineato Simonetta Cesa, Direttore sociosanitario dell'ASST Papa Giovanni XXIII -. L'obiettivo è accompagnare i cittadini lungo tutto il percorso assistenziale, garantendo servizi facilmente accessibili, multidisciplinari e integrati con il sistema sociale e con la medicina del territorio. Guardando ai numeri, lo scorso anno le Case di Comunità di Sant'Omobono Terme, Zogno e Villa D’Almè hanno erogato insieme più di 64 mila prestazioni a favore dei cittadini. Erano state 51 mila nel 2024. L’Ospedale di Comunità, da gennaio 2026 ad oggi, con 20 posti letto attivi da metà marzo, ha già registrato 125 ricoveri. Per il territorio della Valle Brembana e Valle Imagna queste strutture sono un punto di riferimento per le famiglie e una risposta importante alle esigenze dei cittadini, in particolare quelle dei più fragili, che hanno la possibilità di ricevere un supporto professionale prezioso nella gestione di molte condizioni di cronicità, anche a domicilio”.

“In quattro anni la nostra ASST ha portato a termine sei interventi edilizi tra la Valle Brembana e Valle Imagna, finanziati con risorse del PNRR e fondi regionali, per un investimento complessivo di 7,4 milioni di euro – spiega Alessandro Frigeni, Direttore della SC Gestione Tecnico Patrimoniale ASST Papa Giovanni XXIII - . Per il nostro Ufficio Tecnico si è trattato di uno sforzo notevole sotto il profilo organizzativo, progettuale e cantieristico, considerate le tempistiche stringenti previste dal PNRR e considerato che quasi tutti gli interventi hanno riguardato immobili soggetti a vincolo e/o a tutela da parte della Soprintendenza. Per questo desidero ringraziare tutto il team dei miei collaboratori che ha seguito con cura e passione tutti questi numerosi interventi: l’arch. Diego Piccamiglio, l’ing. Mauro Sertori, l’arch. Roberto Fratus, l’arch. Federico Marchini, l’arch. Emanuela Cuter, l’arch. ing. Silvia Mazzoleni, l’ing. Antonello Serafini, l’ing. Giulio Francescon, il geom. Massimo Bolla, e i tecnici Massimiliano Foppolo, Andrea Galizzi e Luca Persico”

“Oggi è il giorno della gratitudine e soddisfazione. Mie personali, ma anche di tutta la Conferenza dei sindaci dell’ASST Papa Giovanni XXIII, per i risultati raggiunti con i fondi PNRR - ha commentato Gianbattista Brioschi, Presidente della Conferenza dei sindaci dell'ASST Papa Giovanni XXIII -. A San Giovanni Bianco l'Ospedale di Comunità è una boccata di ossigeno per tante famiglie del nostro territorio; le Case di Comunità hanno colmato delle lacune portando tanti servizi importanti che i cittadini si aspettavano, arrivando a raggiungere un reale rafforzamento della sanità territoriale e una medicina di prossimità davvero vicino ai cittadini. Stiamo andando nella direzione giusta, quella che ci aspettavamo dopo gli anni della pandemia. Sono grato e riconoscente agli enti locali, ai Sindaci, agli enti del terzo settore, a tutti gli operatori che si sono prodigati affinchè i finanziamenti ricevuti con PNRR fossero ben spesi e ben distribuiti sul territorio".

"L’inaugurazione di oggi dei 20 posti letto all’ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco celebra una risposta concreta ai bisogni della Valle e della popolazione che è sempre più fragile, con un tasso di invecchiamento sempre più alto – ha spiegato Enrica Bonzi, Sindaco del comune di San Giovanni Bianco -. E' il frutto di una importante  collaborazione tra Ambito e Distretto, che va proprio nella direzione di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, attraverso il riconoscimento dei piani di zona e del PPT, che si sono rivelati strumenti concreti di analisi e risposta ai bisogni della Valle.  L'Ospedale di Comunità è importante per coordinare le dimissioni protette dei pazienti e dare risposte ai bisogni sociali della popolazione attraverso una collaborazione diretta con il medico di base, con i servizi sociali dei comuni e non solo. Un ringraziamento particolare va a tutto l’ecosistema che ha portato a questo risultato: Regione Lombardia, la Direzione strategica del Papa Giovanni e tutti i tecnici. Un ringraziamento particolare va agli operatori dell'ospedale di San Giovanni Bianco che con i loro lavoro tengono vivo un presidio importante di cura per questo territorio”.

"La grande opportunità data dal PNRR di portare la Sanità più vicino alle persone e in particolare ai soggetti con fragilità e cronicità è stata colta dal territorio bergamasco – commenta Massimo Giupponi, Direttore generale di ATS Bergamo -. La regia di Regione Lombardia ci ha consentito di portare a termine, aprire e rendere già operativi gli Ospedali di Comunità e le Case di Comunità indicati dal DM 77: ci siamo riusciti grazie alla costante collaborazione tra tutti gli stakeholder. Nello specifico, ATS Bergamo e l’ASST Papa Giovanni XXIII hanno costruito e sviluppato negli anni un percorso fatto di sinergia, incontri costanti, timing sempre rispettati ed oggi ne vediamo i risultati. In Sanità ci sono professionalità di alto livello, con un forte senso del dovere e in una Sanità che sta cambiando pelle adeguandosi alla diversa tipologia di domanda siamo stati pronti, aperti al dialogo e proattivi, nell’interesse dei nostri cittadini. Tengo a ringraziare tutti i Professionisti i quali si sono spesi per il raggiungimento di questo obiettivo, consentendo di consegnare ai cittadini i nuovi luoghi di presa in carico".

"Non è mai scontato arrivare all'inaugurazione di nuove strutture sanitarie – ha spiegato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso –. Qui tutte le componenti del territorio hanno saputo mettere insieme competenze, professionalità e responsabilità istituzionali: quando si lavora davvero come una squadra, i risultati si vedono. Questa è anche la dimostrazione concreta di cosa significhi il modello One Health: una sanità che mette in rete ospedale, territorio e servizi di prossimità. Ne fanno parte il nuovo Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco e le Case di Comunità inaugurate oggi, che rappresentano un presidio vivo, soprattutto nelle aree montane. Una Casa di Comunità aperta, curata, illuminata anche la sera può sembrare un dettaglio, ma non lo è. È il segnale concreto che le istituzioni ci sono, che i cittadini non vengono lasciati soli e che esiste un luogo vicino a loro dove trovare risposte, assistenza e ascolto. È un messaggio di vicinanza che vale quanto le tecnologie e i servizi che queste strutture ospitano. Da queste valli arriva un modello di eccellenza: l'ospedale che va incontro alle persone, una sanità di prossimità che porta cure e servizi vicino ai cittadini e che rende l'Asst Papa Giovanni XXIII un punto di riferimento. Per noi, però, il risultato più importante non è l'inaugurazione di un edificio, ma la soddisfazione dei cittadini che qui trovano risposte concrete ai loro bisogni di salute". 
 

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