La Casa di Leo amplia la propria offerta di servizi dedicati ai bambini e alle loro famiglie. Ha preso il via martedì 4 agosto 2026 il nuovo percorso di riabilitazione pediatrica realizzato da La Casa di Leo in stretta collaborazione con la Direzione Sociosanitaria dell'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e grazie all’associazione conGiulia ETS.
L'iniziativa si rivolge ai pazienti pediatrici che, dopo la dimissione in seguito a un intervento chirurgico, un trapianto o un percorso di cura, necessitano di completare il programma riabilitativo o di mantenere e consolidare le abilità motorie, funzionali, cognitive e respiratorie acquisite, continuando nel contempo i controlli e i follow-up specialistici nel vicino Ospedale di Bergamo.
Nella nuova palestra di La Casa di Leo, due fisioterapiste esperte sono presenti due pomeriggi alla settimana per l’attività riabilitativa. Le fisioterapiste hanno acquisito competenze specifiche nel contesto ospedaliero pediatrico all’interno del progetto "Muoviamoci Insieme", promosso dall'associazione conGiulia ETS e attivo dal 2018 nell’Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, per accompagnare i bambini lungo tutto il percorso riabilitativo, dalla fase acuta della malattia fino al reinserimento nella vita quotidiana e il ritorno alle attività sportive.
Il progetto prevede due diversi percorsi. Il primo è dedicato ai bambini ospiti de La Casa di Leo, che potranno proseguire il programma riabilitativo personalizzato avviato durante la degenza ospedaliera. Il secondo consiste in attività riabilitative di gruppo, con un massimo di cinque partecipanti, rivolte ai bambini già rientrati al domicilio ma ancora seguiti dall'ospedale, con l'obiettivo di favorire il recupero neuromotorio, il ricondizionamento fisico e il ritorno alle attività ludiche e sportive.
I programmi riabilitativi saranno definiti sulla base delle esigenze di ciascun bambino e avranno l'obiettivo di recuperare e mantenere le funzioni motorie e neuromotorie, migliorare forza, equilibrio e coordinazione, prevenire le complicanze post-operatorie, favorire il recupero della funzionalità respiratoria e sostenere il raggiungimento della massima autonomia possibile. Quando necessario, il percorso comprenderà anche l'addestramento all'utilizzo di ausili e il graduale ritorno all'attività sportiva. Il servizio sarà integrato con momenti periodici di confronto tra le équipe cliniche e riabilitative e con visite fisiatriche di follow-up, per garantire un monitoraggio costante dei progressi e un percorso assistenziale personalizzato.
Il nuovo servizio rientra tra quelli previsti dalla convenzione quadro 2024-2027 tra l'ASST Papa Giovanni XXIII e l’associazione EOS APS – La Casa di Leo, che nasce nell'ambito del progetto di ampliamento "Leo diventa grande", che ha trasformato La Casa di Leo in uno spazio capace di integrare accoglienza e assistenza. La struttura, che opera dal 2018 a Treviolo, alle porte di Bergamo, si conferma così non solo luogo di ospitalità per le famiglie dei bambini in cura, ma anche spazio di continuità assistenziale, dove proseguire il percorso riabilitativo avviato durante il ricovero e accompagnare il graduale ritorno alla quotidianità. Questo modello, presentato lo scorso gennaio a Palazzo Montecitorio come una delle prime esperienze in Italia di co-programmazione e co-progettazione strutturata tra un ente del Servizio sanitario pubblico e una casa di accoglienza pediatrica del Terzo Settore, integra in modo innovativo accoglienza, servizi sanitari, riabilitativi e sociali, offrendo un sostegno concreto alle famiglie anche dopo la dimissione ospedaliera e ponendosi come un'esperienza potenzialmente replicabile in altri territori.
La convenzione tra ASST Papa Giovanni XXIII e l’associazione EOS APS – La Casa di Leo prevede inoltre l'attivazione di ulteriori servizi sanitari gestiti dal personale dell'ASST, tra cui un ambulatorio infermieristico post-dimissione e la presa in carico integrata da parte del servizio sociale ospedaliero, con il supporto della Centrale Operativa Territoriale, rafforzando il ruolo di Casa di Leo come “ponte” tra ospedale e domicilio.
A rendere possibile questo sviluppo è stato il progetto di ampliamento "Leo diventa grande", concluso nel 2025, che ha portato la struttura da 700 a 3.600 metri quadrati, con 15 camere di accoglienza, tre appartamenti protetti, spazi ludico-educativi, una palestra riabilitativa e un ambulatorio dedicato ai servizi sanitari.
Susanna Berlendis, presidente dell’associazione EOS APS – La Casa di Leo: «La forza di un territorio si misura nella sua capacità di prendersi cura delle persone insieme. L'avvio dei percorsi riabilitativi e di mantenimento presso la palestra de La Casa di Leo rappresenta il risultato concreto della collaborazione con l'Ospedale Papa Giovanni XXIII e l'associazione conGiulia. Mettere insieme competenze, esperienze e umanità significa offrire ai bambini e alle loro famiglie un sostegno ancora più completo. Per noi è la dimostrazione che, quando si costruiscono reti autentiche, si possono realizzare traguardi che si pensavano irraggiungibili».
Antonio Gabrieli, presidente associazione conGiulia ETS: «Siamo particolarmente orgogliosi di poter contribuire a questo progetto, nel quadro di una collaborazione con il Papa Giovanni XXIII sempre più significativa e consolidata negli anni. “Muoviamoci insieme” è un’iniziativa che esplicita già nel titolo l’obiettivo di offrire ai giovani pazienti il supporto riabilitativo di cui necessitano, ma al tempo stesso evoca una virtuosa sinergia tra i vari interlocutori dentro e fuori dall’ospedale, con l’obiettivo di migliorare sempre di più la qualità dell’assistenza e delle relazioni. In quest’ottica è stato bello veder crescere La Casa di Leo e poi osservare che “Leo è diventato grande” ».
Simonetta Cesa, Direttore Sociosanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII: «Con l'avvio di questo servizio compiamo un ulteriore passo nella costruzione di un modello di presa in carico che mette realmente al centro il bambino e la sua famiglia. Il Papa Giovanni XXIII è un centro di riferimento nazionale per la cura del bambino critico, per i trapianti pediatrici e per il trattamento dei traumi maggiori e di numerose patologie complesse, genetiche e rare. Proprio per la complessità dei percorsi di cura che molti piccoli pazienti affrontano, la possibilità di proseguire la riabilitazione nella Casa di Leo, in stretta connessione con l'Ospedale, rappresenta un'esperienza ancora unica nel panorama nazionale. È la dimostrazione di come una collaborazione strutturata tra il Servizio sanitario pubblico e il Terzo Settore possa garantire continuità assistenziale, qualità delle cure e un sostegno concreto alle famiglie anche dopo la dimissione».