Tra l'alba del sabato e la sera della Domenica di Pasqua sono stati realizzati - in meno di 48 ore - 3 trapianti di fegato salvavita, grazie all’impegno e alla disponibilità delle équipe e ad una straordinaria ma costante operatività.
Sabato 4 aprile 2026 è stato effettuato il primo trapianto su un uomo con epatocarcinoma pluritrattato, grazie a un organo da donatore segnalato in un altro ospedale lombardo. Il prelievo è iniziato alle 3 di notte del Venerdì Santo per l'arrivo a Bergamo all'alba di sabato.
Circa 3 ore dopo la fine del primo trapianto, verso le 22.30 della notte della vigilia di Pasqua, è giunta la segnalazione di un altro donatore di fegato. Un'équipe chirurgica è partita con un volo aereo per raggiungere l'Ospedale sede della donazione ed è rientrata nella notte a Bergamo. Qui è iniziata la perfusione ipotermica ossigenata del fegato durante la quale una seconda equipe ha eseguito la divisione del fegato adulto in due parti (tecnica 'split').
La parte più piccola del fegato è stata destinata ad una bimba di pochi mesi di vita, affetta da atresia delle vie biliari.
La porzione di fegato di dimensioni maggiori è andata ad un giovane affetto da colangite sclerosante primitiva.
Le due équipe chirurgiche hanno operato in contemporanea, in due sale operatorie attigue. I trapianti sul ragazzo e sulla bimba si sono conclusi con successo, rispettivamente alle 21.27 e alle 22.30 della notte di Pasqua.
Tra le operazioni di prelievo e di trapianto sono stati in tutto coinvolti 9 chirurghi dell'équipe di Chirurgia generale 3 - trapianti addominali (direttore Domenico Pinelli), 5 anestesisti delle Unità di Anestesia 2 (direttore Luca Lorini) e della Gestione Blocchi operatori (responsabile Alberto Benigni), oltre a 15 tra personale infermieristico di sala, infermieri strumentisti e di anestesia e OSS, per un totale di 29 figure coinvolte nelle procedure di prelievo e trapianto dei tre organi.