L’ASST Papa Giovanni XXIII è stata individuata da Regione Lombardia come centro “Hub” per la chirurgia del tumore dell’ovaio, nell’ambito della nuova rete regionale dedicata alla presa in carico delle donne affette da neoplasie ginecologiche.
Il nuovo modello organizzativo è entrato in vigore il 1° aprile e mira a rafforzare qualità, appropriatezza e uniformità delle cure su tutto il territorio lombardo.
La rete, composta da nove strutture selezionate sulla base di criteri stringenti di esperienza, volumi di attività e competenze multidisciplinari, prevede la concentrazione degli interventi chirurgici per il tumore ovarico nei centri Hub, garantendo così standard elevati di sicurezza e migliori esiti clinici. In questo contesto, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII rappresenta il punto di riferimento per il territorio bergamasco.
Il modello adottato è quello ormai diffuso in diversi settori di “hub and spoke”: le strutture territoriali e ospedaliere della rete (spoke) mantengono un ruolo fondamentale nella presa in carico iniziale delle pazienti, nella diagnosi e nel follow-up, mentre l’attività chirurgica ad alta complessità viene centralizzata presso i centri Hub. Un’organizzazione che consente di coniugare prossimità delle cure e massima specializzazione.
«Negli anni si è assistito a un miglioramento dei risultati oncologici, ma anche a una crescente complessità dei percorsi diagnostico-terapeutici – ha sottolineato Marco Carnelli, Direttore della SC Ostetricia e Ginecologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII –. La centralizzazione dei casi consente di personalizzare sempre più le cure, mettendo al centro la paziente, migliorando l’accuratezza dei percorsi e l’utilizzo delle risorse. L’obiettivo è ottenere risultati clinici sempre migliori e una presa in carico globale della persona».
La delibera regionale prevede inoltre un’attenzione specifica alla gestione dei tempi di attesa, con la programmazione strutturata delle prestazioni ambulatoriali, sia prima che dopo l’intervento, e l’attivazione di agende dedicate. La tempestività rappresenta infatti un elemento essenziale nella cura delle patologie oncologiche.