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Da Fondazione Onda ancora 3 bollini rosa per l’attenzione alle donne

Il Papa Giovanni XXIII ha ricevuto oggi da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, per l’ottavo anno consecutivo, il massimo riconoscimento, 3 Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili per il biennio 2022-2023. Il Papa Giovanni è tra le strutture che hanno ricevuto un ulteriore riconoscimento per il particolare impegno nella prevenzione e gestione delle lesioni perineali durante il parto. I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere.

con le targhe dei premi ricevuti da Onda, da sinistra: il direttore sanitario Fabio Pezzoli, Giovanna Mangili, direttore del Dipartimento materno-infantile e pediatrico, Maria Beatrice Stasi, Patrizia Ghilardi, responsabile per la DPSS del Dipartimento materno-infantile e pediatrico, Luigia Iamele responsabile dell'URP Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Con le targhe dei premi ricevuti da Onda, da sinistra: il direttore sanitario Fabio Pezzoli, Giovanna Mangili, direttore del Dipartimento materno-infantile e pediatrico, Maria Beatrice Stasi, Patrizia Ghilardi, responsabile per la DPSS del Dipartimento materno-infantile e pediatrico, Luigia Iamele responsabile dell'URP Ufficio Relazioni con il Pubblico. 

Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale.

Rispetto al biennio precedente gli ospedali premiati sono aumentati, passando da 335 a 354. Oltre a una crescita numerica, assistiamo a un miglioramento qualitativo dei servizi erogati: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tre bollini, sono infatti passati da 96 dello scorso Bando a 107 di questa edizione. 172 strutture hanno conseguito due bollini e 75 un bollino.

La 10a edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 363 ospedali italiani e il patrocinio di 27 enti e società scientifiche – afferma Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda - rinnova il nostro impegno nella promozione di un approccio gender-oriented all’interno delle strutture ospedaliere, riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche. Qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale, elementi indispensabili per assicurare uniformità di accesso alle prestazioni, sono evidenziate dagli ospedali con i Bollini Rosa che vengono valutati e premiati mettendo in luce percorsi inerenti sia alle specialità con maggior impatto epidemiologico nell’ambito della salute femminile, sia a quelle che trattano patologie che normalmente colpiscono entrambi i generi, nonché l’accoglienza e l’accompagnamento alle donne e i servizi offerti per la gestione di vittime di violenza. I 354 ospedali premiati costituiscono una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose, un canale di divulgazione scientifica per promuovere l’aggiornamento dei medici e degli operatori sanitari e per la popolazione, l’opportunità di poter scegliere il luogo di cura più idoneo alle proprie necessità, nonché di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate a specifiche patologie, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate”.

Una particolare attenzione è rivolta quest’anno al tema delle lesioni perineali durante il parto che riguarda circa l’85 per cento delle donne che partoriscono, con un 3 per cento che riporta lesioni perineali di III o IV grado che coinvolgono anche lo sfintere anale. Per questo sono state assegnate delle “menzioni speciali”. Sono 30 le strutture che si distinguono per l’impegno nel campo della prevenzione e nella gestione del trauma perineale correlato all’evento nascita. Tra queste anche il Papa Giovanni XXIII di Bergamo. 

La valutazione si è basata su un periodo di particolare la difficoltà per il nostro Ospedale, che è stato in tutti questi mesi tra i più impegnati sul fronte dell’emergenza Covid-19. Per questo siamo doppiamente soddisfatti per questo importante risultato, che premia soprattutto i nostri percorsi di cura e assistenza in ambito materno-infantile – ha commentato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni -. Nel nostro Ospedale, che è ai primissimi posti in Italia per numero di parti seguiti, spesso con una complessità medio-alta, l’attenzione alla donna a 360 gradi va di pari passo con l’alta tecnologia, la disponibilità delle cure più innovative e servizi tesi alla presa in carico globale dei bisogni delle pazienti e delle loro famiglie, come l’assistenza psicologica e la mediazione culturale”.