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Defibrillatori che non toccano il cuore: il Papa Giovanni fa scuola al Giappone

In 15 mesi sono gi? 13 i defibrillatori di ultima generazione impiantati dall??quipe di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione dell?ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Si tratta di dispositivi innovativi,[1] che non richiedono l?inserimento di un catetere all?interno del cuore e da poco ? disponibile una versione di dimensioni ridotte, gi? utilizzata per un paziente.? ? I defibrillatori tradizionali prevedono l?inserimento di elettrocateteri nei vasi sanguigni sino al cuore, mentre il modello sottocutaneo si compone di due elementi, uno posto sul lato sinistro della gabbia toracica e uno nella regione dello sterno, entrambi inseriti sottocute. ?Grazie a questo tipo d?impianto - spiega Paolo De Filippo, responsabile dell?Elettrofisiologia - ? stato azzerato uno dei rischi pi? gravi correlati alla presenza di un defibrillatore, l?endocardite. La possibilit? di mantenere l?intero sistema all?esterno del cuore e delle vene ha cancellato l?eventualit? che il catetere ?trasporti? un?infezione fino alle valvole cardiache, con effetti spesso letali?.? ? Il sistema sottocutaneo inoltre riduce il rischio di rottura dell?elettrocatetere, riduce lo spessore del 20%, offre una maggiore durata (+40%) e consente il monitoraggio da remoto, senza recarsi in ospedale. ?Caratteristiche che lo rendono preferibile per i pazienti pi? giovani, che devono essere protetti dalla morte improvvisa a causa di cardiopatie di origine ischemica, ipertrofica, congenita o genetica. Da oggi, grazie alla versione mini, il dispositivo si adatter? meglio anche all?utilizzo pediatrico?, sottolinea Paola Ferrari, dell??quipe del Papa Giovanni XXIII.? ? Minore invasivit? significa un minor impatto dal punto di vista psicologico, ma anche costi ridotti e degenze pi? brevi. Paolo De Filippo spiega: ?Tutto il Dipartimento cardiovascolare lavora per offrire le migliori risposte ai nostri pazienti cardiopatici, dai feti ai bambini, sino agli anziani. In questo caso, riusciamo a offrire una terapia salvavita con maggior comfort, riducendo le possibili complicanze e senza l?impiego di raggi X per l?impianto?. ? La casistica fa del Papa Giovanni un centro di riferimento, nazionale ed internazionale, per la formazione di colleghi: come lo scorso anno, anche nel 2015 sono attese delegazioni di medici da tutta Italia e dal Giappone per apprendere funzionamento, benefici e tecnica di impianto del nuovo sistema sottocutaneo che previene la morte improvvisa.? ? ? [1] Il Sistema S-ICD di Boston Scientific, ha ricevuto il marchio CE nel 2009 e l?approvazione della Food and Drug Administration (FDA) nel 2012. Tra i lavori scientifici prodotti a supporto del sistema sottocutaneo, va segnalata la pubblicazione su Circulation dei risultati dello studio IDE condotto da Weiss et al. che han fornito dati di efficacia e sicurezza necessari per ottenere l?autorizzazione FDA alla commercializzazione negli ?Stati Uniti, oltre ai dati preliminari del registro EFFORTLESS (P.D. Lambiase, et al. Marzo 2014) che hanno dimostrato un?efficacia del sistema S-ICD comparabile al sistema transvenoso. Anche il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) del Regno Unito ha emesso delle linee guida riguardanti l'uso del sistema S-ICD, riconoscendo quindi le attuali evidenze riguardo al suo ruolo preventivo nei confronti della morte cardiaca improvvisa.