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La Scuola estiva in ospedale premiata a Torino dal Centro Studi Cultura e Societ?

Il progetto Scuola estiva in ospedale, ideato e sostenuto dall?Associazione Con Giulia Onlus con l?intento di permettere ai bambini e ai ragazzi ricoverati al Papa Giovanni XXIII di proseguire le attivit? didattiche anche durante i mesi estivi, ? stato segnalato come ?Buon esempio nella sezione Apprendimento e Formazione? dal comitato scientifico della terza edizione del Premio Persona e Comunit?.? ? Il Premio Persona e Comunit? si propone di valorizzare e diffondere le migliori esperienze finalizzate allo sviluppo, al benessere e alla cura della persona, realizzate da Pubbliche amministrazioni e organizzazioni di volontariato per il miglioramento concreto della qualit? della vita, in un?ottica di servizi offerti ai cittadini. ? La cerimonia di premiazione si ? svolta oggi, venerd? 26 febbraio 2016, nella Sala Multimediale della Regione Piemonte a Torino, in occasione del III Convegno Nazionale La centralit? della persona nei migliori progetti della PA e del Volontariato. ? La Scuola estiva in ospedale si ripete tutte le estati a partire dal 2013 grazie alla disponibilit? di circa 70 insegnanti delle principali scuole bergamasche, supportati nelle attivit? di segreteria da altri 20 volontari, che si prestano, a titolo gratuito,?ad accompagnare bambini e ragazzi in attivit? di recupero di debiti formativi, assistenza nello svolgimento dei compiti delle vacanze e laboratori. ? ?La possibilit? di proseguire il percorso scolastico in modo proficuo e lineare assume una valenza terapeutica in un momento di grande fragilit? dei ragazzi, affiancandosi a tutte le altre azioni di cura che mettiamo in atto per migliorare il benessere psicofisico dei nostri pazienti ? ha commentato Fabio Pezzoli, direttore sanitario dell?ASST Papa Giovanni XXIII -. L?attivit? scolastica in ospedale costituisce infatti un elemento fondamentale per il pieno sviluppo della personalit? dei ragazzi, in un momento difficile, nel quale il mantenimento della stima di s? e delle proprie aspettative sul futuro acquista un valore imprescindibile. Questo riconoscimento ? la dimostrazione della bont? di un progetto a cui abbiamo creduto fin dall?inizio e che ci ha permesso di dare continuit?, anche in estate, alle attivit? didattiche che da anni svolgiamo nei nostri reparti pediatrici durante l?anno scolastico?. ? Il progetto ? ideato e sostenuto dall?Associazione conGiulia, onlus nata con l'intento di dar forma ai progetti che Giulia Gabrieli, scomparsa prematuramente a soli 14 anni, aveva nel cuore. Tra questi anche quello di trovare nuovi modi per coinvolgere i bambini che stanno attraversando le difficolt? e le sofferenze della malattia e dare loro la possibilit? di respirare un po? di normalit?, anche attraverso l?attivit? scolastica.? ? ?Il diritto allo studio per i bambini e ragazzi che per motivi di salute devono trascorrere lunghi periodi in ospedale ? una realt? che stava molto a cuore a Giulia ? ha aggiunto Antonio Gabrieli, padre di Giulia e presidente dell?Associazione ?.?La possibilit? di proseguire le attivit? quotidiane anche in ospedale crea infatti un collegamento con la normalit? e con il mondo al di fuori del reparto, facendo sentire i pazienti meno soli e aiutandoli ad affrontare con maggiore serenit? la malattia. Nell?estate 2015 sono stati 160 i ragazzi in et? scolare che abbiamo affiancato, compresi pazienti con gravi disabilit?, e l?anno prima erano stati pi? di 100. Siamo molto soddisfatti non solo del premio ricevuto ma anche del fatto che il progetto di mantenere la scuola anche nel periodo estivo si sia realizzato e abbia raccolto tante adesioni da parte di medici, infermieri, insegnanti, genitori e ragazzi?.?
? Lo scorso anno il Papa Giovanni XXIII era gi? stato premiato dal comitato scientifico del Premio Persona e Comunit?, che gli aveva conferito il primo premio assoluto nella sezione Solidariet? e servizi socio-sanitari e la Medaglia d?oro del Presidente della Repubblica per Giocamico, il progetto che attraverso il gioco vuole trasmettere ai bambini ricoverati la consapevolezza del percorso di cura che dovranno seguire.