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PIERO LUIGI RUGGENENTI


Attività lavorativa
Lavora nel reparto di Nefrologia dell'Ospedale di Bergamo dal 1984 e dal 1° gennaio 2019 ne ha assunto la direzione.
 
Formazione e specializzazioni
Laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti all’Università degli studi di Milano nel 1983, si è specializzato in Cardiologia (1985) e Nefrologia (1989) nel medesimo ateneo, e in Ricerca farmacologica (1988) all'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.

Collaborazioni
Dal 2000 è a capo del Dipartimento di Medicina Renale del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare "Aldo e Cele Daccò" dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. E’ membro dell’ISN-ACCT, una task-force della Società Internazionale di Nefrologia finalizzata a realizzare progetti di ricerca nei paesi più poveri e del DIABESITY Working Group che, sotto l’egida della Società Europea di Dialisi e Trapianto, mira a studiare e curare le malattie renali causate dal diebete e dalla obesità. E’ membro del Comitato Editoriale di riviste scientifiche internazionali di nefrologia e diabetologia.
 
Attività didattica e di ricerca
E' professore di prima fascia in Endocrinologia, Nefrologia e Scienza dell'alimentazione e del benessere. E' stato docente all'International Master in Pharmaceutical Medicine dell'Università di Milano e professore di Nefrologia alla Scuola di specialità in Nefrologia dell'Università di Firenze. Autore di più di 340 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, ha coordinato e ralizzato diversi studi clinici multicentrici finalizzati ad identificare interventi terapeutici in grado di rallentare o prevenire la progressione verso la dialisi di varie malattie croniche renali associate a diabete, ipertensione o proteinuria, o dovute a cause genetiche come il Rene Policistico dell’Adulto, e prevenire il rigetto nei riceventi di trapianto di rene riducendo il più possibile le complicazioni della terapia immunosoppressiva. Ha contribuito ad elaborare nuove terapie sicure ed efficaci per il trattamento di glomerulonefriti come la nefropatia membranosa e la glomerulosclerosis focale e malattie rare come la sindome emolitico uremica. Ha contribuito ad ideare strategie per ampliare Il numero di donatori anche anziani e molto anziani ed aumentare quindi le possibilità di trapianto e ridurre i tempi d’attesa per i pazienti in dialisi.



Ultimo aggiornamento:
15 gennaio 2019 10:16
Federica Belli - Ufficio comunicazione
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