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*"Fino al 14 dicembre 2012, l'azienda ospedaliera Papa Giovanni si chiamava Ospedali Riuniti di Bergamo. Per questa ragione nel sito potreste trovare riferimenti ai Riuniti, in notizie riferite al periodo precedente".

Una lezione di vita premiata a Torino dal Centro Studi Cultura e Società

Il progetto di educazione e prevenzione rivolto agli studenti delle scuole superiori Una lezione di vita ha vinto il secondo premio assoluto nella sezione Apprendimento e Formazione nell’ambito della quarta edizione del Premio Persona e Comunità promosso dal Centro Studi Cultura e Società.
 
Il Premio Persona e Comunità si propone di valorizzare e diffondere le migliori esperienze finalizzate allo sviluppo, al benessere e alla cura della persona, realizzate da Pubbliche amministrazioni e organizzazioni di volontariato per il miglioramento concreto della qualità della vita, in un’ottica di servizi offerti ai cittadini.
 
La cerimonia di premiazione si è svolta oggi nella Sala Multimediale della Regione Piemonte a Torino, in occasione del Convegno Nazionale La centralità della Persona nei migliori progetti della PA e del Volontariato.
 
Una lezione di vita è frutto di un’idea di Mariangelo Cossolini, Coordinatore al prelievo e trapianto di organi e tessuti del Papa Giovanni XXIII, e gli incontri con le scuole sono svolti in collaborazione con Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo, ATS Bergamo, AREU, Polizia Locale e Stradale di Bergamo, le associazioni Amici Del Trapianto Di Fegato Onlus, Cardiotrapiantati Italiani, AIDO e Ragazzi On The Road.
 
Giunta quest’anno scolastico alla sua 13esima edizione, Una lezione di vita permette a più di mille ragazzi ogni anno di incontrare personale sanitario, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato per capire perché tenere comportamenti responsabili può fare la differenza tra la vita e la morte, per sé e per gli altri.
 
Un confine tanto labile, quanto importante, che Mariangelo Cossolini conosce bene, occupandosi dal 2002 di coordinamento delle attività necessarie alla donazione di organi e tessuti e al successivo trapianto 
 
“Cerchiamo di spiegare ai ragazzi, in modo sereno e non moralistico, gli effetti che droghe e quantità eccessive di alcol causano sull’organismo, in particolare per chi è al volante, come funziona la rete di emergenza e urgenza in  Lombardia e, seguendo il percorso di un ipotetico ferito grave, le cure prestate in ospedale – illustra Mariangelo Cossolini -. Infine presentiamo la procedura da seguire per legge quando tutti i tentativi per salvare una vita hanno fallito: come si constata il decesso per lesione cerebrale, come si arriva alla scelta di donare o meno gli organi e come si attiva la macchina per i prelievi e i trapianti in caso di assenso. A questo punto la parola passa ai medici che si occupano di trapianto e ai trapiantati, testimonianza vivente dell’efficacia di una terapia eccezionale, ma che ha bisogno innanzitutto di un atto di generosità per essere realizzata”.
 
Il format originale dell’iniziativa prevede che la Lezione di vita si svolga in ospedale, anche per consentire la visita in terapia intensiva. Per le scuole che desiderino coinvolgere più di 50 studenti per volta, l’incontro viene però organizzato direttamente nella sede dell’istituto. 
 
Ampio spazio viene dato alle domande dei ragazzi e alla fine della Lezione, per raccogliere elementi preziosi in un’ottica di miglioramento continuo, vengono consegnati agli studenti due questionari (apprendimento e gradimento) e un questionario di gradimento ai professori. Ai ragazzi viene anche consegnato un diploma di partecipazione.
 
“Questo premio suggella il valore civico ed educativo di un’iniziativa che da anni coinvolge le scuole del nostro territorio e i nostri ragazzi – ha commentato Fabio Pezzoli, direttore sanitario del Papa Giovanni XXIII e tra i primi sostenitori del progetto -. Abbiamo iniziato a incontrare gli studenti quando queste attività di formazione alternative alle lezioni a scuola non erano così diffuse come adesso. Dare invece la possibilità ai ragazzi di toccare con mano le conseguenze di certe scelte e di vedere da vicino gli aspetti tecnici e scientifici delle professioni sanitarie e della nostra organizzazione li aiuta a capire che la vita è un bene delicato e prezioso, anche se a 18 anni ti senti immortale”.
 
E’ il terzo anno consecutivo che il Papa Giovanni XXIII viene premiato dal comitato scientifico del Premio Persona e Comunità: nel 2015 era arrivato il primo premio assoluto nella sezione Solidarietà e servizi socio-sanitari e la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per Giocamico, il progetto che attraverso il gioco vuole trasmettere ai bambini ricoverati la consapevolezza del percorso di cura che dovranno seguire; lo scorso anno invece la Scuola estiva in ospedale, ideato e sostenuto dall’Associazione Con Giulia Onlus con l’intento di permettere ai bambini e ai ragazzi ricoverati al Papa Giovanni XXIII di proseguire le attività didattiche anche durante i mesi estivi, era stato segnalato come “Buon esempio nella sezione Apprendimento e Formazione”.


Ultimo aggiornamento:
24 febbraio 2017 16:47
Federica Belli - Ufficio comunicazione
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