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*"Fino al 14 dicembre 2012, l'azienda ospedaliera Papa Giovanni si chiamava Ospedali Riuniti di Bergamo. Per questa ragione nel sito potreste trovare riferimenti ai Riuniti, in notizie riferite al periodo precedente".

Scompenso cardiaco: la cardiologia del Papa Giovanni fa scuola in Iran

I cardiologia del Papa Giovanni XXIII Michele Senni, Attilio Iacovoni e Alice Calabrese e Antonello Gavazzi della Fondazione per la ricerca Ospedale di Bergamo (FROM) sono intervenuti all’International Iranian Heart Failure Summit, che si è tenuto all’Università Shahid Beheshti di Tehran dal 4 al 6 maggio scorsi.


I loro contributi hanno riguardato la prevenzione e lo scompenso cardiaco acuto (Antonello Gavazzi), lo scompenso cardiaco a funzione sistiolica preservata, i nuovi farmaci e il trattamento interventistico dell’insufficienza mitralica con mitral clip (Michele Senni), le assistenze ventricolari (Attilio Iacovoni), il valore dell’ecocardiografia nella diagnostica con test da sforzo dello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata e nelle cardiomiopatie (Alice Calabrese).
 
L'appuntamento iraniano è un convegno internazionale sullo scompenso cardiaco dedicato ai cardiologi provenienti principalmente da Iran e Turchia e ha lo scopo di informare sullo stato dell’arte in tema di prevenzione, diagnosi e trattamento di questa malattia, la cui prevalenza sta aumentando rapidamente anche nei Paesi arabi. 

La collaborazione tra Bergamo e Teheran è iniziata fin dalla prima edizione del convegno nel 2007, quando l'allora direttore della Cardiologia dell'Ospedale di Bergamo, Antonello Gavazzi era stato invitato a dare il proprio contributo scientifico come rappresentante della Società Europea di Cardiologia. Da allora Gavazzi non ha mai mancato l'appuntamento biennale in Iran e Babak Sharif Kashani, coordinatore scientifico del Congresso, ha partecipato nel novembre del 2014 al Convegno internazionale sullo scompenso “Heart Failure at Crossroads” organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini a Bergamo. In quell'occasione in professore iraniano aveva anche visitato l'Ospedale Papa Giovanni XXIII, rimanendo particolarmente colpito dalla struttura, dall'archietettura e dall'organizzazione del lavoro.


Ultimo aggiornamento:
17 maggio 2016 13:33
Federica Belli - Ufficio comunicazione
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