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*"Fino al 14 dicembre 2012, l'azienda ospedaliera Papa Giovanni si chiamava Ospedali Riuniti di Bergamo. Per questa ragione nel sito potreste trovare riferimenti ai Riuniti, in notizie riferite al periodo precedente".

Giocamico premiato a Torino con la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica

Giocamico, il progetto che attraverso incontri psicologici prepara i piccoli pazienti all’intervento chirurgico e agli esami diagnostici più invasivi o fastidiosi, è stato premiato dal comitato scientifico della seconda edizione del “Premio Persona e Comunità”, con il primo premio nella sezione Solidarietà e servizi socio-sanitari e, unico tra tutti i progetti presentati, la Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica essendo stato quello che ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto.
 
Il Premio Persona e Comunità si propone di valorizzare e diffondere le migliori esperienze finalizzate allo sviluppo, al benessere ed alla cura della persona, realizzate da Pubbliche amministrazioni e organizzazioni di volontariato per il miglioramento concreto della qualità della vita, in un’ottica di servizi offerti ai cittadini. 
 
La cerimonia di premiazione si è svolta oggi al Centro congressi della Regione Piemonte, in occasione del convegno “La centralità della Persona nei migliori progetti della PA e del Volontariato”. Nella motivazione del Comitato scientifico si legge: “Progetto che applica correttamente i fondamenti della Psicologia della salute, predisponendo un percorso individuale finalizzato ad aiutare i bambini e gli adolescenti che dovranno essere ospedalizzati a prepararsi psicologicamente e consapevolmente alle terapie invasive a cui si dovranno sottoporre. È un progetto il cui obiettivo è quello di mantenere l’integrità della persona nella struttura ospedaliera, in una logica di miglioramento della cura
 
“Sui diritti del bambino in ospedale molto è stato fatto, ma quando si affronta il nodo cruciale, quello di una partecipazione consapevole alle scelte terapeutiche, spesso si rischia di rinunciare credendo che i bambini non possano capire – evidenzia Laura Chiappa -. Giocamico è una sorta di consenso informato a misura di bambino, realizzato con il linguaggio e le modalità adatte a loro. Le nostre psicologhe sono riuscite, con pazienza e fantasia a superare anche le barriere linguistiche e i limiti dovuti alla disabilità. A dimostrazione che i bambini capiscono benissimo, quando gli adulti si mettono in gioco”.
 
Giocamico è un progetto che attraverso il gioco vuole aiutare i bambini ricoverati a prendere coscienza del percorso di cura che dovranno seguire e delle emozioni che provano. Grazie ad attività ludiche specifiche, Giocamico punta a trasformare i bambini e i ragazzi da soggetti passivi a protagonisti di ciò che stanno vivendo. La sala operatoria diventa così un’astronave, l’intervento un viaggio avventuroso: grazie a suoni, immagini e simulazioni, la cura non viene solo raccontata, ma vissuta con situazioni diverse in base all’età dei bambini.
 
“Ci rivolgiamo ai bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni - spiega Maria Simonetta Spada –, che partecipano all’attività quasi sempre alla presenza dei genitori. Il nostro intervento vuole infatti aiutare l’intero nucleo familiare ad assumere un atteggiamento attivo e consapevole rispetto all’iter di cura che devono affrontare. In questi anni Giocamico si è in realtà dimostrato anche un’occasione preziosa di contatto a due vie, che ci ha aiutato a riconoscere bisogni e domande specifiche di sostegno, supporto e rielaborazione dei vissuti emotivi connessi alla malattia, espressi dai genitori e dai giovani pazienti, portandoci quando necessario ad attivare percorsi di consultazione e supporto psicologico specifici”.
 
Lo scorso anno l’attività è triplicata: in totale le psicologhe hanno svolto 444 incontri con i bambini, 47 colloqui con i genitori, 287 discussioni di casi insieme all’équipe curante e 21 presenze negli ambulatori, per un totale di oltre 600 ore di lavoro sul campo. A beneficiarne bambini che si apprestavano ad affrontare interventi chirurgici, cateterismi e/o procedure diagnostico-terapeutiche invasive.
 
Una crescita che è dovuta soprattutto al fatto che nel 2014 Giocamico è stato esteso a tutte le Unità che si occupano della cura dei bambini, dalla Chirurgia pediatrica alla Cardiochirurgia, fino alla Neurochirurgia e all’Ortopedia, grazie all’entusiasmo delle  Associazioni “Amici della Pediatria” e “L’Orizzonte di Lorenzo ONLUS”,  che hanno trovato in Brembo s.p.a. un prezioso sostenitore e in Cristina Bombassei la madrina del progetto.
 
“Siamo molto felici di questo premio e dei risultati che il progetto sta ottenendo - dichiara Milena Lazzaroni, presidente di Amici della Pediatria -. Nell'anno del nostro venticinquesimo anniversario dalla fondazione, questi risultati sono una testimonianza importante della nostra mission e della fiducia che i sostenitori, in questo caso Brembo s.p.a., ripongono nella nostra associazione, permettendoci di realizzare progetti ambiziosi a favore dei bambini in ospedale. Siamo convinti di essere parte integrante di un cambiamento culturale che la grande squadra di operatori del Papa Giovanni XXIII sta compiendo a favore di tutti i bambini. Il gioco è il linguaggio che crea relazione con il bambino ed è fondamentale accoglierlo e garantirlo quale momento di espressione libera delle emozioni”.
 
“Siamo felici che l’impegno e la dedizione di questo team di professionisti siano stati riconosciuti e premiati - sottolinea Cristina Bombassei, CSR Officer di Brembo -. Il progetto ci è parso interessante sin dal primo momento per il modo nuovo di prendersi cura del paziente e per la possibilità di replicare questo modello in altre realtà con risultati significativi. Sappiamo quanto sia importante per i familiari avere corrette informazioni in queste situazioni così difficili e delicate, ed essere sostenuti da professionisti nel dialogo con i propri figli.”
 
“Il progetto Giocamico si rivela un canale privilegiato per conoscere ed intercettare i bisogni del bambino e della sua famiglia durante la permanenza in ospedale – spiega Alessandra Panarese, presidente dell’Associazione L’Orizzonte di Lorenzo -. I bambini affetti da cardiopatia congenita molto spesso hanno storie cliniche che necessitano frequenti ricoveri in ospedale. Con Giocamico essi assumono un ruolo attivo nel percorso di cura esprimendo i propri bisogni e paure”.
 
Lo scorso anno l’Ospedale Papa Giovanni XXIII si è fatto anche promotore di un’analisi di customer satisfaction, con l’intento di comprendere cosa pensano i genitori di questo servizio e costruire una banca dati per monitorare il progetto negli anni e progettarne gli sviluppi. Al termine dei singoli percorsi di Giocamico è stato quindi distribuito un questionario a tutte le famiglie e ai bambini inclusi nel progetto. Le risposte confermano un deciso aumento della consapevolezza del percorso di cura e della serenità con cui viene affrontato, sommati ad una percezione pressoché unanime dell'utilità dell’intervento delle psicologhe e ad un apprezzamento da parte dei bambini riguardo l’attività svolta.
 
In termini assistenziali e relazionali questa maggiore consapevolezza si è tradotta in un minore ricorso alla sedazione per svolgere esami come Tac e risonanza, in una migliore relazione con i curanti e in una maggiore aderenza al percorso terapeutico proposto.
 


Ultimo aggiornamento:
27 febbraio 2015 16:15
Federica Belli - Ufficio comunicazione
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